Esclusione riapertura sale giochi

Il presidente Zingaretti ha firmato una nuova ordinanza regionale con cui dà il via libera alla ripresa di attività come fiere, cerimonie e congressi ma esclude la riapertura di sale scommesse, bingo e slot, prevista invece a luglio.
Nel Lazio il settore slot e Vlt dà lavoro a 1256 persone, impiegate nelle sedi delle società e nelle sale giochi. In termini assoluti, il Lazio è la seconda regione italiana per occupati nel settore (dopo la Lombardia), e considerando il rapporto tra numero di addetti e popolazione, è al secondo posto (dopo il Veneto).
Secondo la Lega si tratta di una decisione incomprensibile e inaccettabile, peraltro in controtendenza rispetto ad altre regioni italiane, e che rischia di nuocere in maniera grave sulla tenuta di centinaia e centinaia di imprenditori del gioco pubblico del nostro territorio regionale, già pesantemente messi in ginocchio dalla crisi economica dovuta alla emergenza Coronavirus.
Queste le parole del consigliere regionale della Lega Laura Cartaginese (ed esponente nazionale di Cambiamo con Toti, Adriano Palozzi): “Faremo tutto il possibile per far tornare Zingaretti sui propri passi, evitando uno slittamento dannoso. Ricordiamo inoltre che il ritardo nella riapertura del settore del gioco legale, può rappresentare, di fatto, anche un incentivo al proliferare delle attività malavitose, che parallelamente operano slealmente rispetto all’esercizio pubblico e controllato. Attraverso la mozione promossa dalla Lega intendiamo conoscere le reali motivazioni che hanno portato il governatore del Lazio a partorire questa ordinanza e sollecitiamo la rapida inversione di rotta”.

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