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sabato, Ottobre 1, 2022
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    Registro unioni civili a Guidonia: Costituzione, diritti e questioni morali.

    GUIDONIA MONTECELIO- L’adunanza comunale dello scorso 20 gennaio ha permesso di saggiare opinioni diverse sul tema più dibattuto in tutta Italia negli ultimi tempi, quello del registro delle unioni civili.

    Innanzitutto però, licenziato il terzo punto all’ordine del giorno, l’approvazione del regolamento per le strutture precarie, poiché potrebbe subire mutamenti per adeguarla alla nuova normativa vigente, Rita Salomone (Partito Democratico) ha voluto chiedere una mozione d’ordine, per ricordare con un minuto di silenzio l’evento luttuoso che ha coinvolto un giovane vigile urbano e colpito l’intera città di Guidonia.

    Il capogruppo del Pd, Emanuele Di Silvio, ha tuttavia ripreso il filo del dibattito dai fatti della scorsa seduta, che ha visto i consiglieri del Movimento 5 Stelle come assenti d‘eccezione, per dare forza, come atto politico, alla delegittimazione dell’intera amministrazione. Di Silvio, il quale era stato primo firmatario di una mozione per la trasparenza, ha lamentato la bocciatura della stessa,  per il prematuro abbandono dell’aula da parte degli altri membri dell’opposizione: “I colleghi dei Cinquestelle hanno considerato quest’assemblea illegittima, ma oggi sono di nuovo qui. Noi abbiamo sempre avuto voglia di collaborare, loro hanno un comportamento diverso”. Sebastiano Cubeddu (Movimento 5 Stelle) ha difeso così il suo operato: “Abbiamo abbandonato l’aula, ma non abbiamo abbandonato il nostro ruolo, non lo faremo finché non arriverà un provvedimento del prefetto di Roma, al quale abbiamo inviato la richiesta per la sospensione di questo consiglio, che depositeremo insieme ad alcuni parlamentari del nostro movimento. La mozione del Pd non è stata bocciata per la mancanza dei nostri voti, poiché essa implicava la stessa continuità dell’azione amministrativa che noi abbiamo messo in discussione col nostro atto.”

    Dopo aver ritirato dalla votazione il Regolamento dei procedimenti amministrativi, era stato preso in considerazione, quindi, uno dei punti più discussi di questo ordine del giorno: la proposta per l’istituzione di un registro comunale per le unioni civili. Il primo firmatario della mozione, Emanuele Di Silvio, ha spiegato quanto segue: “Qui non si parla di adozioni o di religione, ma del rispetto per tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione. Essi non stanno chiedendo l’abolizione di alcuna norma esistente, né morale, né etica, né giuridica”. La proposta riconosce nelle convivenze stabili delle associazioni meritevoli di tutela, infatti le famiglie “di fatto” non hanno gli stessi diritti di quelle fondate sul matrimonio. Eppure ad oggi, come riporta il testo della proposta, sono 150 i comuni italiani che hanno assecondato questi progetti, atti a sensibilizzare la popolazione e a regolarizzare situazioni giuridicamente non contemplate. Il capogruppo ha inoltre sottolineato di essere aperto a qualsiasi emendamento che non  stravolgesse il senso della proposta, ma che bensì ne favorisse l’approvazione.

    Tra il pubblico c’erano tanti sostenitori della proposta, ragazzi che hanno seguito tutte le fasi del dibattito, durante il quale mostravano fieramente dei manifesti con al centro un cuore, che tra i due ventricoli esibiva il simbolo matematico che sancisce, universalmente, il concetto d’identità. “L’amore è uguale per tutti” sembrano dire, mentre in silenzio ascoltano chi, invece, non la pensa come loro.

    Il consigliere Michele Venturiello (Forza Italia), difatti, ha elencato un numero considerevole di fattori che contribuivano a farlo desistere dal votare positivamente la mozione, tra cui: l’inutilità del registro, che non conferisce alcun diritto, facoltà o accesso ai servizi del comune ai conviventi, poiché essi possono già accedervi in quanto cittadini e il fatto che molti diritti siano già riconosciuti dalla legislazione nazionale di diritto comune. Riconoscendo nella proposta una natura simbolica, il consigliere ha poi proseguito: “L’obbiettivo che si vuole portare avanti in proposte come questa, è l’equiparazione di diverse tipologie di unione al matrimonio, annullando il significato della famiglia e del suo ruolo nella società e nella crescita dell’uomo, ma uguaglianza non significa equivalenza. Bisogna proteggere la diversità, poiché essa è una ricchezza: il matrimonio è differente dalla convivenza, ma entrambe le unioni vanno protette e riconosciute”.

     

    Tra i Cinquestelle, invece, mentre Cubeddu ha definito il registro “un documento senza alcuna rilevanza giuridica” e ha rimandato, ai sensi della costituzione la questione alla competenza del Parlamento, sede, a suo avviso più consona per affrontare il tema; Giuliano Santoboni, ha esposto la sua propensione a votare a favore della mozione, dichiarando: “Credo che quest’atto sia un passo in avanti nel riconoscimento vero, pieno e legittimo dei diritti delle persone, ma dovremmo incalzare anche i nostri rappresentanti a discuterne in Parlamento.”

    La mozione è stata respinta con 12 voti contrari, 2 astenuti e 7 voti a favore, non consentendo al comune di Guidonia di farsi promotore non di una battaglia, ma di un sentimento di solidarietà e comprensione che sta diventando comune nell’opinione pubblica. Le normative civili sono solo un aspetto della questione, poiché è necessario che esse si evolvano insieme alla società, ai suoi sviluppi e alle sue esigenze, e che, come accade con la Carta Costituzionale, non rimangano ancorate al contesto politico-culturale in cui sono state redatte. Oggi esistono tanti concetti di famiglia, ed è per questo giusto che ognuno di loro venga riconosciuto, rispettando la propria diversità, con una legislazione ad hoc caso per caso. L’approvazione di questa mozione, avrebbe inoltre inviato un segnale forte a tutti gli organi e alle altre amministrazioni, dimostrando che, per fortuna, lo stato non lascia indietro nessuno.

    Ma per ora, il consiglio comunale tornerà a riunirsi domani, venerdì 23 gennaio alle 9, per commemorare la Shoah nel giorno della Memoria, ricevere la visita del Vescovo della Diocesi di Tivoli ed approvare il proprio regolamento.

     

    Giorgia Golia

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