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martedì, Novembre 30, 2021
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    Il caso dell’associazione di Villa Adriana, la risposta di Proietti

    Il sindaco Giuseppe Proietti interviene su un caso particolare che il Comune sta affrontando da un paio di giorni: un’abitazione sconosciuta all’amministrazione che ospita diverse persone disagiate e su cui si sta ponendo l’attenzione del Comune e delle autorità sanitarie e di polizia.

    La denuncia della Lega di Tivoli: “Apprendiamo da un articolo apparso l’8 aprile, su una nota testata giornalistica online locale, che l’uomo deceduto, per Covid-19, avvenuto presso l’ospedale di Tivoli lo scorso 6 aprile, era un senza fissa dimora che risiedeva presso una casa di accoglienza sita in villa Adriana. Nella struttura, purtroppo è stato rilevato un altro caso di sospetto Coronavirus.

    A destare la nostra preoccupazione è stato proprio l’articolo sopra citato del quale riportiamo testualmente uno stralcio: “Un paziente morto risultato positivo, un altro ricoverato perché considerato sospetto. Per questo mercoledì 8 aprile la Asl Roma 5 ha disposto lo stato di sorveglianza sanitaria sulla Casa di Accoglienza di via Maremmana inferiore, a Villa Adriana. Si tratta di una struttura gestita dall’associazione “Prendi tuo fratello sulle spalle” che offre ospitalità a 28 uomini tra detenuti, ex detenuti e senza fissa dimora di età compresa fra i 40 e i 70 anni, una struttura aperta a dicembre 2019 e finora ignota al Comune di Tivoli.
    A fronte di quanto riportato dall’agenzia di stampa ci sorgono enormi interrogativi: è possibile pensare che l’esistenza di questa struttura fino ad oggi era ignota alle autorità comunali? Quante strutture della stessa natura potrebbero essere presenti nel nostro territorio comunale senza che gli organi competenti ne siano a conoscenza? Il fatto che la Casa di Accoglienza non fosse, per così dire “censita”, ha potuto esporre la cittadinanza, vista la presenza di positivi al Coronavirus, al rischio contagio? Non solo nel nostro territorio ma anche per la struttura stessa.
    Rilevato che la struttura ospita detenuti, ex detenuti e senza fissa dimora, chi sono le autorità competenti al monitoraggio e al controllo della stessa? Se e soprattutto fruiscono di servizi comunali, come ad esempio quello del ritiro dei rifiuti, come è stato possibile che per il comune la situazione fosse “ignota”.

    Esprimendo, comunque, il nostro più ampio dolore per la dipartita di questo anziano signore che già versava in condizioni di estremo disagio, la nostra non vuole essere polemica e neanche sostituzione delle autorità competenti, ma in questa fase così delicata per il nostro Paese crediamo che la chiarezza e la trasparenza non possano e non debbano mancare”.

    “Si tratta di un caso relativo a un’abitazione utilizzata da meno di tre mesi per ospitare persone in particolare stato di disagio fisico e sociale”, spiega il sindaco, “ignota sino a due giorni fa sia all’autorità sanitaria, sia al Comune e nella quale ieri erano presenti 28 persone. L’abitazione – che si trova all’interno di un terreno agricolo-collinare al confine tra Tivoli e Roma, in via Maremmana Inferiore – non è una casa di cura”, spiega il sindaco, “e nemmeno una casa famiglia o una residenza sanitaria assistita ed è gestita da una onlus romana. Al suo interno si è riscontrato il caso di una persona ricoverata all’ospedale, dove è deceduta dopo due giorni, e risultata positiva al Coronavirus. Si trattava di una persona già affetta da patologie gravi (era ad esempio tracheotomizzato). Ieri mattina un’altra persona ospitata all’interno della casa è stata ricoverata all’ospedale per febbre alta e si aspettano accertamenti in merito”.

    Il sindaco Proietti chiarisce che il Comune, dopo essere riuscito a individuare il responsabile di questa casa, ha firmato un provvedimento di diffida, intimando al responsabile di non consentire uscite o ingressi sino all’accertamento sanitario della Asl.

    “Ho sollecitato la Asl Roma 5 a effettuare un’ispezione che c’è stata ieri pomeriggio”, spiega ancora il sindaco. “Al termine del controllo è stato disposto un regime di sorveglianza sanitaria e ora nessuno può entrare o uscire da questa casa di via Maremmana Inferiore. Oggi pomeriggio tutti gli ospiti, compreso il responsabile, sono stati sottoposti a tampone per accertarne lo stato di salute e l’eventuale positività al Covid-19”.
    Si è avviato, così, il regime di sorveglianza sanitaria, che durerà due settimane, al termine del quale dovrà essere effettuato un nuovo tampone.

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