Due mozioni infiammano la discussione, mentre il Pd saluta l’entrata di Rita Salomone nel consiglio comunale

GUIDONIA MONTECELIO- Il consiglio comunale di venerdì 28 novembre si è aperto con la new entry della consigliera Rita Salomone (Partito Democratico), al seguito di una sentenza del Tar. La Salomone va ad occupare quindi il posto di Monia Felici (Movimento Cinque Stelle). La neo-consigliera ha espresso il proprio dissenso sulla tempistica con cui è stato accettato il ricorso: “Mi sembra un lasso di tempo eccessivo, si trattava di fare dei semplici calcoli matematici, come prevede il metodo D’Hondt, tuttavia mi sono battuta per questo ricorso come mi batto da sempre per il pieno rispetto della legge.” Ha aggiunto poi: “Mi dispiace che ad andarsene sia proprio una donna, ma ho avuto la possibilità di salutarla e ringraziarla per il suo lavoro.”

Si è passati dunque all’elezione di Giuliano Santoboni (Movimento cinque Stelle) come vicepresidente del Consiglio, a norma dell’art.19 dello Statuto Comunale e alla nomina e votazione dei componenti della consulta comunale per le Pari Opportunità. A presiederla sarà la consigliera delegata Anna Maria Vallati (Forza Italia), insieme alla consigliera vice presidente Patrizia Carusi (Pd), insieme agli altri membri votati oggi: Paola Lucia Ciaramaglia, Anna del Giudice e Michela Pauselli. La Vallati ha espresso l’intenzione di attuare molti progetti legati al mondo del lavoro, mentre la Salomone ha dato lo spunto per raccogliere una nuova sfida: la creazione di una consulta tutta al femminile.

A seguito di ciò sono state formulate due mozioni d’ordine, rispettivamente dai consiglieri Stefano Sassano (Forza Italia) e Sebastiano Cubeddu (M5S). L’esponente di Forza Italia intendeva presentare un atto politico vòlto a salvaguardare il distaccamento della Camera di Commercio di Guidonia dalla chiusura imminente. La mozione è stata immediatamente votata e approvata, nonostante ci fosse qualche perplessità dalla neoeletta Salomone: “Abbiamo già votato mozioni simili contro la chiusura dell’Inps, di Equitalia e di tante altre istituzioni ma non abbiamo avuto alcun risultato.” Il sindaco Eligio Rubeis ha subito replicato: ” Io ho vinto vari ricorsi, non ho perso mai nessuna occasione per farlo, ma la spending review non risparmia nessuno.”

Il consigliere pentastellato ha invece presentato un atto d’incompatibilità di Rubeis e del dirigente all’Urbanistica, Assetto del Territorio, Demanio e Patrimonio, Umberto Ferrucci. L’atto, che è stato consegnato alla presidenza e alla prefettura, si riferisce alla sentenza della corte dei conti n.823 del 19 novembre, che a sua volta si fonda su una sentenza del Consiglio di Stato passata in giudicato e che riguardava un permesso di edificazione. In esso il primo cittadino e il dirigente sono stati condannati per danno erariale, “Ma ben più grave- ha spiegato il capogruppo- è la loro condotta: hanno operato in assenza di un interesse pubblico, per difenderne inspiegabilmente e ostinatamente uno privato. Tutto ciò è incompatibile coi compiti di chi apicalmente si occupa della cosa pubblica perché lede l’immagine dell’amministrazione e, la fiducia dei cittadini in essa.”. Il sindaco ha risposto: “ Non ho difeso alcun interesse pubblico, soltanto un atto amministrativo partorito dalla volontà di un mio dirigente.”, e la maggioranza ha trovato la richiesta d’incompatibilità alquanto prematura. Il consigliere Cubeddu ha quindi infine commentato: “Mi aspettavo una sommossa, ma se non la faranno i consiglieri, la faranno i cittadini”.

Infine è avvenuta la votazione delle variazioni di bilancio n.129, 136, 140, nonché l’assestamento Generale di Bilancio 2014, e del Bilancio Pluriennale 2014/2016, tutte approvate a maggioranza di voti.

Ancora una volta a infiammare i banchi di maggioranza e opposizione sono state alcune impreviste mozioni d’ordine, ma che contengono accuse, spunti di discussione e motivazioni per non far soccombere l’imprenditoria del territorio.

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