“Operazione Ragnatela” a Guidonia Montecelio: i metodi della “mafia bianca”

Con l’Operazione Ragnatela sono state eseguite 15 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di amministratori, dirigenti comunali e imprenditori di Guidonia Montecelio, responsabili di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, peculato e falso. Decine di perquisizioni in corso.
Le indagini, in corso da oltre due anni, hanno portato alla luce un sodalizio criminoso radicato da lungo tempo all’interno del comune di Guidonia Montecelio e dedito in modo stabile e continuativo alla commissione di reati quali corruzione, peculato e falso. Numerose e di varia natura le vicende corruttive che hanno visto, di volta in volta, gli amministratori e pubblici funzionari coinvolti interfacciarsi con una ristretta cerchia di imprenditori e professionisti fornitori di lavori e servizi di pubblica utilità. Alcuni pubblici ufficiali infedeli, abusando del proprio ruolo, procedevano ad affidamenti diretti di opere per valori inferiori alla soglia di legge, a favore di imprenditori compiacenti, eludendo in tal modo le disposizioni del Codice degli Appalti. In altri casi, il Comune è risultato aver pagato lavori e servizi mai eseguiti e il denaro pubblico per gli stessi erogato veniva spartito tra pubblici ufficiali e imprenditori coinvolti. Gli investigatori hanno altresì scoperto che su talune gare d’appalto di ingente valore, i relativi atti formativi erano stati predisposti “ad hoc” pilotando la vittoria su imprese colluse o, ancora, sfruttando asseriti “motivi di urgenza” solo per favorire assegnazioni agli imprenditori amici.
Il ricorso a strumenti investigativi ad alta tecnologia, consentiva agli operanti di eseguire, nel corso delle indagini, quattro diversi interventi (simulati come controlli stradali occasionali per non inficiare il prosieguo delle attività investigative), che davano conferma dell’avvenuto passaggio, tra i Pubblici Ufficiali infedeli e gli imprenditori coinvolti, di somme di denaro costituenti il prezzo di accordi corruttivi (o parti degli stessi).
Indagini rese più complicate dalla capacità dei soggetti di utilizzare stratagemmi per non farsi individuare. Nel lavoro registrata una completa sinergia tra la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza. Due i modi di agire principali: lavori attribuiti per ricevere soldi o regali e lavori mai eseguiti con i soldi spartiti lo stesso. Le tangenti erano vicine al 10 per cento di ogni appalto. Il comune di Guidonia Montecelio era stato preso come una sorta di “bancomat”. L’ex sindaco Eligio Rubeis, arrestato il 20 luglio del 2015, non entra per nulla in questa vicenda. Le indagini proseguono, ogni tipo di appalto è attenzionato.
Indicativi alcuni passi dell’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli: “Un’organizzazione criminale si è insediata all’interno del comune di Guidonia Montecelio e, profittando della copertura offerta da ruoli amministrativi e politici di rilievo, ha depredato le risorse pubbliche e la fiducia dei cittadini, in un clima di connivenza e di omertà che ha offerto protezione ed impunità per anni ai partecipi del gruppo. Una mafia bianca ha espugnato le istituzioni ergendosi a soggetto regolatore della vita pubblica ed economica di uno dei più importanti comuni della Regione Lazio. Probabilmente è questa la linea di demarcazione più netta e significativa che l’accusa ha inteso tracciare, nella propria richiesta di applicazione di misura coercitiva, tra la (purtroppo consueta) consumazione di reati da parte dei colletti bianchi e la costituzione di una mafia bianca che si struttura come gruppo criminale e che, mutuando le regole delle associazioni criminali, agisce con la disinvoltura e la protervia che solo i sodalizi mafiosi sanno praticare. L’azione delittuosa assume connotati di spontaneità che l’organizzazione sorregge e, al contempo, incoraggia. La certezza di operare in un contesto omertoso o, comunque, connivente radica nel partecipe la convinzione di un’immutabilità del quadro dell’agire. Ciascuno dei sodali acquisisce la certezza che il sistema c’era, c’è e ci sarà e nessuna intrapresa investigativa o nessun sussulto di legalità potrà abbatterlo o, addirittura, scalfirlo: emerge la stabilizzazione delle pratiche corruttive ed il convincimento degli imprenditori che vi prendono parte di poter aggirare le conseguenze delle indagini penali con parziali ammissioni che non recidono i legami illeciti con il resto dell’organizzazione criminale”.

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