A Guidonia Montecelio sarà ballottaggio tra Pd e Movimento Cinque Stelle

Il prossimo sindaco della città di Guidonia Montecelio dovrà, come primo obiettivo, riavvicinare tutti alla politica perché il primo dato da analizzare è quello relativo al numero dei votanti: 32570 su 67012 aventi diritto e quindi 48,60 di percentuale. Al ballottaggio, il prossimo 25 giugno, la sfida sarà tra il candidato del Partito Democratico, Emanuele Di Silvio (8514 voti e quindi il 27.02 per cento), e quello del Movimento Cinque Stelle, Michel Barbet (6504 voti con il 20.63 per cento).
Il grande sconfitto è il civico Aldo Cerroni, la sua armata piena di nomi pesanti prelevati dai partiti tradizionali per sfruttare l’occasione di una vita non supera il 19.73 per cento con 6220 voti.
La rinnovata coalizione di centrodestra guidata da Arianna Cacioni si ferma a ridosso del 12 per cento con Fratelli d’Italia che vince il derby interno con Forza Italia.
A rappresentare la sorpresa in positivo è Giovanna Ammaturo (Noi con Salvini) con l’8,21 per cento. Un’opportunità persa, tuttavia, non aver accettato l’invito della Cacioni a presentare un centrodestra unito. Ad oggi, insieme, si poteva parlare di ballottaggio, un clamoroso risultato.
Erano dieci i candidati sindaco. Primo nella seconda parte della classifica Filippo Silvi (3.71) davanti a Giorgio La Bianca (3.38), Antonio Tortora (2.53), Flora Fusciello (2.01) e Morida Khaliel (1.06).
Da segnalare ritardi ed errori, scene di crisi all’interno delle sezioni. Addirittura nel primo pomeriggio del lunedì è stata completamente riaperta una busta con tutti i voti per ricontare da capo le schede. E a votare sono andati in pochi.

LE PREFERENZE
Non mancano le sorprese dopo la pubblicazione delle preferenze ottenute dai candidati al consiglio comunale di Guidonia Montecelio. Dati solo parziali perché mancano le preferenze della sezione 42, dove i voti sono risultati di difficile lettura come riportato dal sito del comune.
La classifica – I primi quattro posti sono del Partito Democratico. In testa Simone Guglielmo con 1266 preferenze (lui dice almeno 50 in più visto che al conteggio mancano delle sezioni, nda), nonostante qualche contrasto interno, soprattutto a seguito delle contestate primarie che hanno portato Emanuele Di Silvio a vincere delle primarie a metà. “Il risultato mi ha fatto arrossire, non mi aspettavo questo riscontro. Con la De Dominicis abbiamo lavorato bene insieme. Le polemiche per le primarie? Una brutta pagina per il Pd locale e provinciale. Tutti sanno quello che è accaduto. Oggi mi godo il risultato. Abbiamo contribuito a permettere al Pd di arrivare al ballottaggio, davanti al favorito Cinque Stelle. Non abbiamo ancora vinto le elezioni, mi auguro non ci siano più inciuci. A mio avviso il Pd può vincere anche così. La mia idea è chiara. Gli apparentamenti sono possibili con partiti più a sinistra come La Bianca o Silvi, ma non necessari. Sarebbe difficile spiegare agli elettori apparentamenti con persone di estrema destra. Le vicende giudiziarie hanno inciso tanto sull’affluenza, come la campagna elettorale in tono minore. Almeno la città non è stata deturpata sul profilo del decoro. Ho deciso di continuare il mio percorso nella casa del Pd nonostante tutti i problemi. I rapporti con Di Silvio? Ragiono con la testa politica, lavoriamo per un obiettivo. Ora è tutto nelle sue mani, spero sia in grado di mantenere i rapporti con gli eletti”.
Secondo posto momentaneo per Lomuscio, fedelissimo dello stesso Di Silvio, con 938 preferenze e ora al lavoro per valutare i futuri apparentamenti. Poco il tempo a disposizione. Terzo posto provvisorio per Paola De Dominicis con 932 voti e prima tra le donne, seguita dalla novità Rosa Nuzzo a quota 872. Dopo il Pd, ecco il centrodestra che vede nella figura di Alessandro Messa il leader del rinnovamento con ben 781 preferenze. Dato ancora più importante per Messa quello relativo alla provenienza dei voti, il capogruppo di Fratelli d’Italia riesce a raccogliere preferenze da 66 sulle 68 sezioni del comune di Guidonia Montecelio. Il primo partito, il Movimento Cinque Stelle, propone Giuliano Santoboni (consigliere uscente) con 665 preferenze e Claudio Zarro (ex Udc) con 482. Nel mezzo lui, Mario Valeri (ex Forza Italia), l’uomo per tutte le stagioni, capace di ottenere 568 voti e di ritrovarsi un’altra volta in consiglio questa volta con la civica Guidonia Domani. All’ottavo posto della generale Augusto Cacciamani, sui 550 voti più della metà arrivano da La Botte ma il nuovo acquisto forzista inizia ad allargare il proprio giro pur dovendo, probabilmente, lasciare il proprio posto in consiglio comunale.
Le sorprese – Poche preferenze rispetto ai voti presi per i pentastellati, ma di rilievo comunque le prove di Laura Santoni (239 voti) e Loredana Terzulli (199). Nel Pd la giovane Alessia Segala termina davanti a Pasqualino Rossi. All’interno della lista “Il Biplano” volano Mario Proietti con 363 voti e Tommaso Carnevali con 326. Ottimo risultato per Mauro De Santis con 466 preferenze, secondo di “Guidonia Domani”. La giovane Michela Pauselli ottiene 219 voti all’interno del Nuovo Progetto Democratico. Gli ex di centrodestra Gianni Tuzi e Maurizio Neri si portano davanti a tutti nel Movimento Futuro Italia con 425 e 238 voti. La nota lieta dentro Forza Italia è quella di Anna Mari che ottiene 152 preferenze con appena 40 giorni di politica. Sempre nel centrodestra secondo posto in Fratelli d’Italia per Maria Cangemi con 263 voti. Aumenta il proprio consenso Giuseppe Comuniello, conosciuto come “Pino il mio barbiere”, che tocca 232 preferenze.
Gli altri volti storici – Brilla poco la Lista Civica Sinistra per Guidonia con appena 374 voti in totale e Beniamino Turilli risulta primo con 172 voti. Nel Biplano quarto posto per Veronica Cipriani con 269 voti e quinto per Francesco Ferrigno con 159, entrambi con un passato alla corte di Eligio Rubeis. Pagano la scelta di restare dentro Forza Italia, l’avvocato Michele Venturiello (secondo nella lista a quota 339) e Marianna De Maio (terza a 290), entrambi possono comunque restare a testa alta per non aver abbandonato il partito nel momento della difficoltà. Il verde Bernardino Lanciani si ferma a quota 59 preferenze per “Uniti per Vincere” con Giorgio La Bianca.

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