I grillini si dimenticano del rifacimento del sintetico del “Comunale” di Guidonia nel programma triennale

Il disordine amministrativo rischia di vedere ben presto i cancelli chiusi allo storico impianto “Comunale” di Guidonia Montecelio dove il terreno da gioco si è visto scadere l’omologazione dei dieci anni più i tre del periodo di proroga successivi, da regolamento della Lega Nazionale Dilettanti e quindi del Comitato Regionale Lazio che gestiscono l’attività calcistica. Senza omologazione non si può giocare, una squadra al momento dell’iscrizione ai campionati provinciali e regionali è infatti sempre tenuta ad individuare il campo da gioco delle gare casalinghe.

Il campo sintetico del “Comunale” va cambiato e questa risulta essere una manutenzione straordinaria che spetta alla proprietà quindi al comune. Più volte sollecitata, anche dalla stampa, l’amministrazione ha pensato bene di non prendere in considerazione questo problema. Anche dal Comitato Regionale Lazio, gestito dalla presidenza di un concittadino, Melchiorre Zarelli, risultano sorpresi dal comportamento di questa maggioranza che continua a far finta di nulla. Si tratta di un danno per la cittadinanza.

I fondi per il rifacimento del sintetico erano già stati trovati nel programma triennale 2014-2016, mentre per il programma 2018-2020 non ci sono. A seguire il corso dei lavori, ma è difficile chiamarli così quando nulla viene preso in considerazione, il consigliere civico di opposizione Mauro De Santis.

Come anticipato non esiste nessuna voce nel programma triennale della maggioranza pentastellata che ovviamente si ritroverà costretta a bocciare l’emandamento che sarà presentato. E’ il punto di non ritorno, una spaccatura che potrebbe portare l’attuale società che gestisce l’impianto in maniera provvisoria (considerando che non ha mai potuto contare sull’aggiudicazione definitiva proprio perché il comune non si è mai interessato al rifacimento del sintetico), l’Acd Guidonia del presidente Giuseppe Bernardini, ad avvalersi di un avvocato. Inutile continuare il nostro disegno per far comprendere chi sarà a rimetterci economicamente.

Le stesse aziende iniziano a sentirsi in difficoltà sulla sicurezza di un lavoro da eseguire per l’Ente guidoniano, alzando anche i preventivi considerando tutti i ritardi nei pagamenti. Potrebbe anche questa rappresentare un’occasione di svolta.

Così facendo invece si rischia di scrivere la fine del calcio a Guidonia, basterebbe, come detto, dare un nuovo manto sintetico ad un impianto sportivo pagato milioni di euro in passato da noi cittadini e tenuto vivo da un’associazione sportiva in tutti questi anni (l’Acd Guidonia che conta oggi più di 250 tesserati e quindi parliamo di un problema che riguarda tutte queste famiglie). Oppure concedere lo stesso in gestione trentennale ad un club per permettergli di rientrare nella spesa del rifacimento del sintetico e di poter progrmmare altre entrate. Un impianto di proprietà rappresenta oggi per una squadra di calcio l’unica soluzione di sopravvivenza.

Non dimentichiamoci, inoltre, che tutto questo rappresenta un danno economico rilevante: dando in gestione l’impianto, infatti, il comune incasserebbe una quota annua fissata intorno ai 20mila euro e non pagherebbe più le utenze.

E’ questa l’occasione per collegare il discorso alla gestione dei tre impianti sportivi più grandi del nostro comune: detto del “Comunale” che non si può concedere in gestione a chi ha vinto il bando (l’Acd Guidonia) fino al rifacimento del sintetico, preso atto della figuraccia compiuta dall’amministrazione nei confronti del Villalba Ocres Moca 1952 sul “Ferraris” del Villanova dove lo stesso Tar ha deciso di far proseguire l’attività contro il volere del comune per una complicata richiesta di soldi e diritti per un cambio di nome in corsa, considerando il “Fiorentini” ormai in possesso del Sant’Angelo Romano, viene da chiedere, in virtù di voci sempre più ricorrenti di un intervento dell’Anac (Autorità Nazionale AntiCorruzione) sul bando stesso, quale sarà il futuro del calcio a Guidonia Montecelio?

Lo sport richiede programmazione e soprattutto risposte che dovrebbe dare una politica sempre più lontana e incapace di prendersi responsabilità.

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